Panax ginseng

Il Ginseng (Panax ginseng) si sviluppa nell'emisfero settentrionale in Asia Orientale e Nord America, nei climi più freddi. La radice del panax ginseng è commestibile, come le carote o i ravanelli. Nella tradizione popolare viene utilizzata come pianta tonica, psicostimolante, afrodisiaca ed antistress. La recente letteratura scientifica ha tuttavia dimostrato alcune proprietà biologiche e farmacologiche di alcuni estratti di radice di panax ginseng.

In particolare oggi del ginseng sappiamo:

  • gli estratti di ginseng migliorano la performance psico-fisica dell'individuo attraverso stimoli di tipo neuroendocrino, con attività diretta sull'asse ipotalamo-ipofisi-surrenale e conseguente stimolo alla produzione di ormoni steroidei;
  • il ginseng migliora il tempo di reazione, l'attenzione e la sensazione di benessere e riduce la sensazione di stanchezza.
  • l'estratto di radice di ginseng è stato studiato nel trattamento di pazienti affetti da oligoastenospermia sine causa e da varicocele, dimostrando che può aumentare sia il livello del testosterone libero nel sangue sia il numero e la motilità degli spermatozoi (1)
  • l'estratto di ginseng è giudicato rimedio sicuro ed efficace contro la disfunzione erettile, dal Dipartimento di medicina di famiglia dell'Università della Virginia, Health Sciences Center (Charlottesville, VA, USA ) (2)

Sono ormai numerosi i trial clinici che confermano l'efficacia del gingseng nel migliorare la rigidità del pene, la penetrazione e il mantenimento, ma anche la libido,cioè il desiderio e il grado di soddisfazione (3-4) con una superiorità del 50% rispetto al placebo o a farmaci quali il trazodone.

Bibliografia

  1. Salvati G et al. Effect of Panax Ginseng C.A. Meyer saponins on male fertility. Panminerva Med. 1996; 38(4):249-254
  2. Price A, Gazewood J, Korean red ginseng effective for treatment of erectile dysfuction. J Fam Pract, 2003 Jan;52 (1):20-21
  3. Hong B,Ji YH, Hong JH, Nam KY, Ahn TY A duble-blind crossover study evaluatingthe efficacy of korean red gingseng in patients with erectiledysfuction: a preliminary report. J. Urol, 2002; 168 (5):2070-2073
  4. Choi HK , Seona DH, Rha KH Clinical efficacy of Korean red gingseng for erectile dysfuction.Int J Impot Res, 1995 ; 7 (3) : 181-186.

Proprietà terapeutiche del ginseng

Azione adattogena

è una droga cosiddetta adattogena, cioè in grado di portare l'organismo in uno stato di migliore resistenza aspecifica, tale da contrastare meglio i fattori di stress e quindi di potersi meglio adattare a condizioni di carico straordinario.

Azione sul sistema nervoso centrale

l'azione meglio conosciuta di questa pianta è sicuramente quella sul sistema nervoso centrale, dove si è notato un netto incremento dell'attività elettrica delle cellule della corteccia cerebrale.

Azione afrodisiaca

Stimola l'afflusso di sangue nel corpo cavernoso del coniglio; il Ginseng aumenta la concentrazione di ossido nitrico nel corpo cavernoso. Il fatto che questo meccanismo sia molto evidente a livello del corpo cavernoso, con netto coinvolgimento dei locali nervi nitrico-ossidergici, potrebbe spiegare l’effetto afrodisiaco del Ginseng.

Infatti si è notato che l'estratto secco di ginseng ha un effetto rilassante sulla muscolatura liscia dei vasi sanguigni del corpo cavernoso del ratto, legato non solo ad aumentato rilascio di ossido nitrico, ma anche ad un aumento della sequestrazione del calcio intracellulare e ad un'attività di tipo iperpolarizzante.

Azione antifatica

studi condotti su sportivi hanno dimostrato un netto miglioramento dell'efficienza del lavoro aerobio, comportante la diminuzione della produzione di acido lattico e di acido piruvico, la riduzione dei livelli plasmatici di acidi grassi liberi, l'aumento del consumo di ossigeno e della funzionalità respiratoria e la diminuzione del tempo necessario a recuperare dopo prove atletiche submassimali.

Indicazioni principali

Deperimento psico-organico, magrezze, riduzione della memoria, iporessia. Utile per migliorare la performance sportiva e sessuale.

Effetti collaterali del ginseng

Può causare nervosismo, irritabilità, insonnia e fini tremori agli arti. Tali disturbi non sono frequenti e si verificano solo se vengono somministrati dosaggi elevati, magari per periodi di tempo prolungati. Per questi motivi è opportuno non somministrare la droga dopo le ore 16 e per periodi di tempo non superiori a 30-45 giorni consecutivi.

Controindicazioni del ginseng

Da usare con molta cautela nel bambino al di sotto dei 12 anni di età, nel paziente con grave ipertensione arteriosa. Controindicato nell'allattamento e in gravidanza, per possibile androgenizzazione nel feto, specie se è di sesso femminile.

Uno studio nel ratto ha indagato l’effetto del ginseng sull’embrione. Gli embrioni erano esposti al ginseng e poi prelevati per un accurato esame dei loro organi e apparati. Si è visto che la droga in questione causava danni embrionali piuttosto rilevanti già a dosi di 30 microg/ml. Questi dati confermano la controindicazione del ginseng in gravidanza.

Interazioni farmacologiche del ginseng

Il Ginseng può ostacolare l'azione dei farmaci antidepressivi triciclici, può aumentare i livelli di digossina nel sangue e può interferire, potenziandola, con l’azione farmacologica del warfarin.

Il ginseng può aumentare l'effetto farmacologico dei corticosteroidi e degli estrogeni e anche, seppure in modo moderato, dei calcioantagonisti.

E' stato anche riportato che questa droga può causare cefalea, tremori ed episodi maniacali in pazienti trattati con fenalazina solfato.

Uno studio in vitro ha mostrato che i ginsenosidi F1 e Rh1, ma non l’estratto in toto di ginseng, inibiscono l’isoenzima CYP3A4 del citocromo P450 alla concentrazione di 10 microM, riducendo di circa il 50% l’emivita plasmatica del verapamil.

Dati tossicologici del ginseng

Uno studio in vitro ha dimostrato che il ginsenoside Rc alle concentrazioni di 0,1 e di 0,001 mg/ml aumenta la motilità degli spermatozoi umani già dopo 1 ora di incubazione, mentre il ginsenoside Rg2 alle stesse concentrazioni provoca aumento della motilità degli spermatozoi solo dopo la seconda ora di incubazione.